Il libro del comando

Alcune storie

Le masche son tornate!

Storia ed etimologia

 

Le masche nella cultura piemontese

Nella storia della cultura e del folklore piemontese le masche non possono proprio mancare.
Masca è un termine dialettale che indica streghe, spiritelli dispettosi; donne in possesso di facoltà naturali che operano incantesimi, tolgono o indirizzano fatture, prevedono il futuro e sono in grado di curare mali inguaribili con medicamenti strani e facoltà occulte. Queste donne ereditano i poteri dalla madre, dalla nonna, da una zia: la nuova masca eredita anche un libro il "Libro del Comando" dove sono scritte, con inchiostri di vari colori, le formule per gli incantesimi. Le masche si ritrovano quattro volte l'anno sotto un grande albero, simbolo dello stretto legame con il territorio dove vivono e operano. La masca veniva associata solitamente alla figura di una vecchia donna dall'aspetto non gradevole che viveva ai margini della società, forte connessione con la condizione femminile del passato, quando la donna era consacrata alla vita domestica, ai valori dei campi, all'allevamento dei figli. Ma poteva assumere le sembianze di un animale: pecore capre, maiali.

Alle masche erano attribuiti tutti gli eventi negativi della vita quotidiana: facevano rovesciare i carri per le strade di campagna, che mandavano a male il raccolto di una stagione, che facevano morire i bambini o il bestiame...Alle masche venivano attribuite le malformazioni di un neonato perché in gravidanza, la mamma aveva avuto contatti con lei. Ognuno aveva una storia sua da raccontare, riportata nelle "veglie" quando alla sera ci si ritrovava nelle stalle, alla luce del lume a petrolio, le donne sedute in un angolo a sferruzzare e gli uomini a raccontare di masche per impaurire i bambini che ascoltavano con occhi sgranati.

Il passaggio dei poteri era una cosa molto delicata: quando la masca moriva doveva lasciare il maleficio ad un'altra donna ma ad una soltanto. Il passaggio avveniva in modo molto semplice: la masca dopo aver scelto a chi lasciare la dote bastava che le stringesse la mano o che avesse con lei un minimo di contatto fisico. Una morte orrenda sarebbe stata quella di una masca che avesse deciso di non lasciare a nessuno il suo bagaglio di poteri. Il "Libro del Comado" doveva essere in possesso di ogni masca, un grosso quaderno scritto a mano in latino contenente molte formule, copiature di riti esorcistici riportati nei libri della Chiesa. Copia di quel libro si poteva avere andando alle due dopo mezzanotte in una "scao", la casa delle streghe, entrare e venerare il demonio.

Le masche erano solite ritrovarsi con cadenza periodica in luoghi stabiliti per una sorta di riti goliardici e orgiastici in cui, alcune vestite di stracci altre addirittura nude, ballavano libere in grande euforia in radure o pianori intorno ad un grosso albero.

Insomma anche il piemonte ha vissuto la sua personale caccia alle streghe.

In questa sezione è stato raccolto del materiale (preso da internet, da libri e da testimonianze orali) per cercare di capire di più questo fenomeno. Fenomeno che solo recentemente (si fa per dire) è venuto a galla. Prima la gente non ne voleva parlare, per paura, e risultava difficile acquisire delle informazioni. Ad oggi ci sono diversi libri, come quello di Donato Bosca "Andar per Masche" che raccolgono centinaia di testimonianze e che ci possono aiutare a capire meglio.

Ma se da una parte bisogna tenere conto della tradizione contadina del tempo, purtroppo ignorante, credulona e ancora legata alla superstizione, il dubbio che un fondamento di verità ci sia a qualcuno è venuto. Forse perchè si sente in dovere di credere alla testimonianza dei nonni o degli zii, forse perchè alcune coincidenze fanno dubitare della totale fantasia di quegli avvenimenti.